Ahi. Sembra che il piacere di passeggiare per un oliveto vivo non sia l’unica cosa che tornerà a casa con noi. Un dolore pungente e un punto rosso che inizia a gonfiarsi possono sembrare preoccupanti, ma tranquilli, non siamo in Australia. La ricca biodiversità dell’oliveto include, naturalmente, specie che possono pungerci (cosa piuttosto rara e che avviene solo se queste creature, come insetti e altri artropodi, vengono disturbate). Tuttavia, mentre per altre specie il loro veleno può essere mortale, per l’uomo comporta solo un dolore non particolarmente desiderato.
Il ragno tigre è uno degli aracnidi più appariscenti della penisola ed è un predatore nato. Immobilizza le sue prede con il suo veleno paralizzante e le avvolge con la sua seta fine, conservandole per quando avrà fame. Abita in zone di vegetazione abbondante e funziona come un grande controllore di parassiti, soprattutto insetti volanti. Inoltre, serve anche come alimento per i vertebrati come gli uccelli.


Da parte sua, nell’oliveto si possono trovare molti generi diversi di api e vespe. In questo caso, parleremo della Dasyscolia ciliata. Questa vespa solitaria è abbastanza comune nella penisola e si riproduce parassitando le larve di altri insetti. Ma la cosa più curiosa di questa vespa è che è l’unica specie che impollina l’orchidea Ophrys speculum, l’Orchidea di Venere. Questo fiore imita la forma e i feromoni della femmina, producendo un inganno sessuale per il maschio che cerca di accoppiarsi con lei, spargendo così il polline da un’orchidea all’altra. La presenza di queste vespe e di questa specie di orchidea nell’oliveto indica anche la salute dell’agroecosistema e l’assenza di prodotti chimici.

Pertanto, anche se molti insetti e artropodi che troviamo nei campi hanno la capacità di pungere, cosa che fanno solo se si sentono davvero minacciati, svolgono un ruolo molto importante nell’equilibrio ecologico dell’oliveto. Basta solo prestare un po’ di attenzione.
